ingredienti
  • Spaghetti 320 gr • 365 kcal
  • Uova 2 intere • 600 kcal
  • Guanciale 120 gr • 655 kcal
  • Olio extravergine di oliva q.b. • 79 kcal
  • Sale marino q.b. • 750 kcal
  • Pepe nero q.b. • 79 kcal
  • Pecorino 120 gr di romano • 332 kcal
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Gli spaghetti alla carbonara sono un primo piatto povero della cucina del Lazio a base di uova, guanciale e pecorino romano grattugiato e sono gli unici ingredienti da usare per farla perfetta. La carbonara, infatti, deve essere cremosa e, per riuscirci, è necessario non far rapprendere le uova. Ma come fare tutto questo? Ecco la ricetta che ve lo spiegherà passo passo!

Preparazione

Tagliate il guanciale o la pancetta (1) a dadini (2) e fatelo rosolare in una padella con poco olio (3) fino a farlo divenire trasparente.

Grattugiate il pecorino (4) e aggiungetelo in una terrina con due uova sbattute e una manciata di pepe (5). Amalgamate bene gli ingredienti per ottenere un condimento cremoso (6).

Cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata e scolateli al dente conservando un mestolo di acqua di cottura. Versateli in padella e fateli saltare con il guanciale per un minuto (7). Aggiungete il condimento (8), mescolate rapidamente con il cucchiaio di legno, spegnete il fuoco e servite gli spaghetti alla carbonara (9).

Consigli

  • Aggiungete, poco alla volta, un po' di acqua di cottura quando fate saltare la pasta in padella se risultasse asciutta e mescolate fino a renderlo cremoso.
  • Nella pasta alla carbonara, si usano le uova intere sbattendole per bene in modo da evitare che l’albume sleghi il composto.
  • Guanciale o pancetta? Se volete preparare una carbonara più leggera, utilizzate la pancetta. Se preferite attenervi alla ricetta originale, usate il guanciale.
  • Cipolla o no? Secondo la ricetta classica, non c'è bisogno di aggiungere la cipolla alla ricetta perché dà un sapore molto forte al piatto che, in effetti, non ha senso.

La storia

L'origine della carbonara è incerta e nasce, probabilmente, con i carbonai dell'Appennino (in romanesco "carbonari"). Era difatti un piatto tipico dei loro pasti, facilmente eseguibile, fatto con ingredienti di semplice reperibilità e conservazione e aveva, inoltre, il vantaggio di essere molto nutriente e di fornire, quindi, tutta l'energia necessaria allo svolgimento di un lavoro duro come quello del carbonaro.

Altre due ipotesi attribuiscono la sua origine a a Ippolito Cavalcanti, nobile napoletano, che pubblicò la ricetta in un suo libro e durante la Seconda Guerra Mondiale, durante la liberazione di Roma, quando comparve, nei mercati di Roma, il bacon delle truppe angloamericane.