ingredienti
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La pinsa romana, per la sue antiche origini, viene considerata l'antenata della pizza; grazie ad un impasto leggero a base di farina di frumento, riso e soia, la pinsa risulta croccante fuori e morbida dentro. Rispetto alla pizza tradizionale, ha meno calorie ed ha un'alta percentuale di acqua che rende l'impasto molto più idratato, inoltre, la lunga lievitazione, di minimo 24 ore, fa sì che risulti più digeribile. Diversamente dalla pizza, l'impasto della pinsa romana è composto da un mix di farine di frumento, di soia, di riso, è a base di acqua fredda e viene lasciato lievitare in frigorifero.

Come preparare la pinsa romana.

In una planetaria con il gancio mescolate le farine con il lievito (1). Misurate la quantità di acqua fredda, dopodiché, sempre mescolando, versatene l'80% nella ciotola con le farine, conservando il resto in un bicchiere che vi servirà per il passaggio successivo. Impastate con l'impastatrice per circa 5 minuti ed aggiungete il sale e l'olio (2). Infine aggiungete il resto dell'acqua e finite di impastare, per circa 20 minuti. L'impasto dovrà risultare asciutto e perfettamente incordato. (3)

Ponete l'impasto in una ciotola e ricoprite con la pellicola. Riponetelo in frigo per almeno 24 ore. Trascorso il tempo utile per la lievitazione, toglietelo dal frigo e andate a formare dei panetti più piccoli (4), che lascerete lievitare per circa 3 ore, fin quando non saranno raddoppiati di volume. Prendete i panetti lievitati e stendeteli su di una teglia unta d'olio (5), avendo cura di dargli una forma rettangolare e allungata. Condite la pinsa con olio, sale grosso e rosmarino, a vostro piacimento (6). Preriscaldate il forno in modalità statica a 250º, abbassate la temperatura a 200° e cuocete la pinsa per circa 15 minuti, finché non mostrerà un colorito dorato.

Consigli e trucchi.

Decidete voi quale altezza dare ai panetti, a seconda del tipo di pinsa che volete realizzare: se volete farcirla, dovranno essere più alti, altrimenti stendeteli in modo che risultino più sottili.

A Roma Di Marco ha riprodotto la miscela di frumento, farina di soia e di riso che rende altamente digeribile la pinsa ma, diversamente, potete provare a usare il semolino di riso nella stesura così da dare alla pinsa un aspetto più rustico.

La storia della pinsa romana.

La parola pinsa deriva dal latino "pinsère" che significa allungare, quindi l'atto di schiacciare e pestare. Infatti, secondo la ricetta originale, la pinsa romana era una schiacciata dalla forma allungata a base di acqua e cereali misti (orzo, farro, miglio). Questa schiacciata, composta da ingredienti poveri, veniva preparata anticamente dai contadini romani che la condivano con sale ed erbe aromatiche.

La pinsa romana è molto calorica?

La pinsa romana è un'alternativa leggera alla pizza tradizionale. L'impasto idratato, oltre ad essere più digeribile, presenta meno calorie di quello tipico di una qualsiasi focaccia. Inoltre, dato che la pinsa è abbastanza sottile, si presta ad essere condita con ingredienti light, come rucola e scaglie di parmigiano oppure pomodorini freschi, mozzarella e basilico.