ingredienti
  • Farina 00 300 gr • 750 kcal
  • Uova 2 • 21 kcal
  • Tuorli 1 • 63 kcal
  • Zucchero 20 gr • 750 kcal
  • Burro ammorbidito 30 gr • 750 kcal
  • Grappa 20 gr
  • Scorza di limone 1 • 750 kcal
  • Sale 1 pizzico • 21 kcal
  • Glassa al limone
  • albume 1
  • Zucchero a velo 200 gr • 79 kcal
  • Succo di limone 1 cucchiaio • 29 kcal
  • Glassa al cioccolato
  • Cioccolato fondente 200 gr • 600 kcal
  • Burro 10 gr • 750 kcal
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La pignolata glassata è un dolce tipico siciliano, preparato in particolare nella zona tra Messina e Reggio Calabria. Si tratta di gnocchetti fritti, chiamati pigne, ricoperti con glassa al cioccolato e glassa al limone: un dolce bianco e nero dal sapore straordinario, che si prepara solitamente a Carnevale e nel periodo natalizio. Una ricetta della tradizione mediterranea realizzato in diverse varianti, tutte golose. Ecco come preparare questo squisito dolce messinese.

Storia e origini

Originariamente la pignolata era un dolce preparato nella zona dello stretto, tra Messina e Reggio Calabria, soltanto nel periodo di Carnevale. Veniva realizzata con ingredienti poveri della tradizione contadina come uova, farina e strutto e, il suo nome, si riferiva alla forma che il dolce assumeva a fine preparazione: somigliava infatti a un mucchietto di pigne. Solitamente questa pasta dolce fritta veniva ricoperta di miele. Quando gli spagnoli subentrarono agli aragonesi nel dominio della Sicilia, nel 1516, i nobili di Spagna apprezzarono molto la pignolata ma, dato che lo consideravano un dolce dei poveri, chiesero ai pasticceri messinesi di sostituire il miele con una glassa di cioccolato e limone, che è arrivata fino ad oggi. La pignolata glassata è stata riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che l'ha inserita nella lista siciliana del P.A.T. (Prodotti Agoalimentari Tradizionali Italiani)

Come preparare la pignolata glassata messinese

In una ciotola mettete la farina setacciata il burro ammorbidito a pezzi, il sale e lo zucchero, unite la scorza di limone e la grappa e infine le uova intere, il tuorlo e tenendo da parte l'albume che servirà per la glassa. Impastate a mano tutti gli ingredienti e poi versate l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata e continuate ad impastare e realizzate un panetto. Avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per 2 ore. Riprendete l'impasto e dividetelo in pezzetti di 1 cm, arrotolate fino ad ottenere dei filoncini da cui taglierete piccoli pezzetti. Scaldate l'olio in un tegame e friggete le palline poche alla volta a fuoco medio. Friggete per circa 3 minuti o fino a doratura, sollevatele e adagiatele sulla carta da cucina.

Preparate ora la glassa al limone: versate in una ciotola l'albume e montatelo con una frusta aggiungendo lo zucchero a velo poco alla volta, fino a quando non sarà completamente amalgamato. Unite poi il succo di limone filtrato e continuate a montare fino a quando il composto non sarà denso. Versate la glassa di limone du metà pignolata. Per preparare la glassa al cioccolato versate il cioccolato fondente a pezzi in un pentolino e scioglietelo a bagnomaria, unite il burro scaldando a fuoco medio e mescolate con un cucchiaio di legno. Versate la glassa al cioccolata sull'altra metà di pignolata e trasferite il tutto su un piatto da portata. La vostra pignolata glassata è pronta per essere servita.

Consigli

Chi preferisce può decorare la pignolata glassata con codette di zucchero.

In alternativa potete preparare la classica pignolata al miele, amalgamando le palline fritte in uno sciroppo di zucchero e miele, senza l'utilizzo delle glasse.

Varianti

Oltre alla variante più antica della pignolata, cioè quella con il miele, negli anni sono nate anche altre varianti di questo dolce diffuso in Sicilia e Calabria: in alcuni comuni calabresi, ad esempio, si utilizza una glassa al profumo di bergamotto, mentre nella versione ragusana, le pigne sono ricoperte con il caramello.

Conservazione

La pignolata glassata può essere conservata per 3 giorni al massimo sotto una campana di vetro.