ingredienti
  • Bucatini 200 g
  • Sarde 200 g
  • Finocchietto selvatico 200 g
  • Zafferano 1 cucchiaino • 310 kcal
  • Uvetta 20 g • 317 kcal
  • Pinoli 20 g • 595 kcal
  • Acciughe 3 filetti sott'olio • 204 kcal
  • Olio extravergine di oliva q.b. • 79 kcal
  • Sale marino q.b. • 750 kcal
  • Pepe nero q.b. • 79 kcal
  • Cipolla bianca 1/2 • 661 kcal
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

In Sicilia è ancora acceso un ampio dibattito su quale sia la ricetta originale della pasta con le sarde alla siciliana che , però, ha tre ingredienti imprescindibili: le sarde, il finocchietto selvatico e la pasta. A Catania, ad esempio, si utilizzano uvetta, pinoli e pangrattato ma non compare, in molte ricette, lo zafferano che, invece, nella variante palermitana è presente. La nostra versione vuole mettere d'accordo tutti unendo, in un unico piatto, tutti i colori, gli odori e i sapori della bellissima Sicilia.

Come cucinare la pasta con le sarde

Pulite bene i finocchietti eliminando le parti più coriacee (1). Lessateli (2) per 3 minuti in abbondante acqua bollente (sarà la stessa acqua che utilizzerete per cuocere la pasta).

Una volta scolati, tagliateli finemente (3).

Tagliate la cipolla finemente, ricoprite il fondo di una padella con l'olio e lasciatela appassire (4).

Aggiungete le acciughe, quando saranno ben sciolte nel soffritto (5), aggiungete il finocchietto tritato (6).

Pulite le sarde, privatele della testa e della lisca centrale e apritele (7).
Tenetene da parte una per piatto così da usarle, una volta scottata in padella con un po' d'olio e solo dalla parte della carne(8), come decorazione su ogni piatto.
Le restanti sarde vanno private di ogni scarto e tagliate a pezzi (circa 2 per filetto) e fatte insaporire in padella (9).

Sciogliete lo zafferano in un paio di cucchiai di acqua calda e, dopo un paio di minuti, lo aggiungiamo con uvetta e pinoli tostati.
Salate, pepate e spegnete il fuoco.
Cuocete la pasta solo quando il condimento sarà pronto così da lasciarlo insaporire per bene.
Scolate la pasta ben al dente e amalgamatela con il condimento direttamente in padella.

Servite ogni piatto con del pangrattato abbrustolito e una sarda di decorazione.

Origine della pasta con le sarde

La pasta con le sarde è notoriamente un piatto povero, uno di quelli che vede l’utilizzo di pochi, ma estremamente saporiti ingredienti che anche se in quantità ridotta, riuscivano e riescono a dare un grande sapore al piatto.
Spesso è chiamata anche “pasta ca’ munnizza” in quanto le sarde un tempo venivano utilizzate o come mera esca per pescare o, addirittura, ributtate in mare perché pescate solo per sbaglio.
Era dunque un piatto di ripiego, uno di quelli fatti con quel che altri scartavano.
Si narra che fu inventata dal generale Eufemio che, giunto sulle coste siciliane nella prima metà dell’800 d.C., fece preparare al suo cuoco qualcosa che riuscisse a sfamare il suo esercito con quel che si riusciva a reperire sul momento.

Quale formato di pasta usare per la pasta con le sarde?

La tradizione vuole che venga preparata utilizzando il bucatino, ma non mancano le versioni con pasta corta come il maccheroncino.

Varianti

La pasta con le sarde è un simbolo della tradizione siciliana, come la pasta alla norma, e, per questo, ha anche molte varianti, che si sono susseguite di famiglia in famiglia. Ad esempio, non sempre si disponeva delle sarde o del finocchietto, per questo motivo sono nate, nel tempo, due versioni, ormai riconosciute anch’esse come versioni tradizionali e ufficiali. Una è la “pasta con le sarde a mare”, preparata con il solo finocchietto, l’altra è la “pasta con il finocchietto in montagna”, dove l’ingrediente mancante è proprio il finocchietto.
La pasta con le sarde ha notoriamente un colore intenso, giallo, dato dallo zafferano, ma ci sono alcune scuole di pensiero che omettono questo ingrediente a favore del sugo di pomodoro o dei pomodorini.

Consigli

  • per un condimento dai sapori ben amalgamato, preparate la pasta con circa un'ora di anticipo;
  • se dovesse rimanerne, infornatela cosparsa di pangrattato.
  • Il piatto può essere servito appena condito, ma i veri tradizionalisti la preferiscono “riposata”, quindi lasciata raffreddare qualche minuto.