ingredienti
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La pasta alla Norma è un primo piatto di origine siciliana ed è una specialità catanese omaggio alla Norma di Bellini. Questo piatto non è solo paragonabile all'opera del compositore ma porta in tavola i sapori e i profumi mediterranei grazie al condimento di pomodori, melanzane fritte e ricotta salata grattugiata, aggiunta a fine cottura insieme a una foglia di basilico fresca. Una pietanza semplice, ma dal sapore irresistibile, preparata in modo genuino da tutte le mamme e le nonne siciliane. Ecco come realizzarla per un primo piatto dal gusto unico e inconfondibile.

Come preparare la Pasta alla Norma.

Lavate le melanzane, tagliatele a cubetti (1) o a fette e sistematele in uno scolapasta ricoprendole di sale: adagiatevi sopra un piatto con un peso e lasciate riposare per un'ora, così da evitare che risultino amare.(2) Trascorso il tempo, scolatele, asciugatele e friggetene poche alla volta in abbondante olio.(3)

Utilizzate una grigia per la cottura al vapore per eliminare l’olio in eccesso (4). Preparate la salsa utilizzando la passata di pomodoro mettendola in una pentola con un po’ d’olio e uno spicchio d’aglio. Aggiungete il sale se la salsa non è già salata (5). Quando si sarà insaporita, spegnete il fuoco ed unite qualche foglia di basilico spezzata con le mani. Fate cuocere la pasta in abbondate acqua salata. Scolatela e mettetela nei piatti. In ognuno,  aggiungete un mestolo di salsa, le melanzane ed una generosa grattugiata di ricotta salata, terminate il tutto con le foglie di basilico fresche (6).

Pasta alla norma: origini.

La tradizione vuole che il nome di questa squisita pasta siciliana sia nato grazie al compositore e poeta catanese Nino Martoglio che, dopo averla assaggiata per la prima volta, esclamò: "Donna Saridda, chista è ‘na vera Norma!" attribuendo alla pietanza la bellezza e la perfezione della famosa opera di Vincenzo Bellini.

Varianti e idee.

La pasta alla Norma è un piatto della tradizione e, per questo motivo, ogni famiglia ha una propria versione. La più diffusa è quella che vi ho mostrato, ad eccezione del formato di pasta che tradizionalmente era il celeberrimo maccheroni e della forma delle melanzane fritte. Vediamo nel dettaglio alcuni consigli e le varianti principali

Ricotta salata, ragusano o parmigiano.

Tutti sanno che il penultimo ingrediente a poggiarsi sul piatto prima del basilico è la ricotta salata ma non tutti però sanno che molte famiglie utilizzano anche il parmigiano o il ragusano. Al posto della ricotta salata è possibile mettere la ricotta affumicata, asciugata al sole o in forno, come nel mio caso. La tradizione però ammette solo ricotta salata di pecora molto stagionata.

Melanzane a fette o a cubetti?

Entrambe le soluzioni vanno bene. In Sicilia, ad esempio, nella versione alla catanese della Norma le melanzane vanno a fette mentre, nella pasta alla norma alla messinese, si mettono le melanzane a cubetti. In ogni caso, non si può fare la pasta alla norma originale senza friggere le melanzane. Il segreto, infatti, per un'ottima pasta alla Norma è proprio nelle melanzane.

Passata o pelati?

Il sugo della pasta alla norma deve avvolgere in un caldo abbraccio tutti gli altri ingredienti del piatto, quindi usate la passata, senza ombra di dubbio. Per realizzare la passata fresca utilizzate i pomodori pachino o il grappolo: tagliateli a pezzi, fate cuocere con un po' di acqua, passate con il passapomodoro e procedete con la cottura.

Aglio o cipolla?

Le varianti di preparazione, in questo caso, possono essere nell’utilizzo della cipolla o dell’aglio, in alcuni casi con l'aggiunta di un po' di zucchero. Personalmente, se amate la cipolla e meno lo zucchero, ma comunque volete ottenere una salsa dolce, vi consiglio di aumentare la quantità di cipolla così da evitare di aggiungere lo zucchero. Per realizzare la ricetta tradizionale dovete però utilizzare l'aglio.

Consigli.

  • Sciacquate ed asciugate sempre le melanzane prima di friggerle;
  • eseguite la frittura sempre con olio extravergine di oliva. Una volta terminata la frittura non lavate la pentola, eliminate l'olio e versateci il pomodoro;
  • la tradizione vuole che si usi la pasta corta: maccheroni, rigatoni, sedani rigati e mezze maniche. Se però amate la pasta lunga, scegliete vermicelli o busiate, come si usa nel trapanese.
  • per una pasta più amalgamata con il condimento, scolatela un paio di minuti prima del tempo di cottura e maneggiatela in padella con la salsa, una manciata di ricotta e un paio di cucchiai di acqua di cottura;

Quale vino abbinare alla pasta alla Norma?

Il vino perfetto da abbinare alla pasta alla Norma deve avere un'acidità discreta, essere morbido e corposo, possibilmente vino bianco. Optate per un Grillo del Baglio di Campobello, uno chardonnay di Tasca di Tasca di Almerita oppure una Falanghina o un Greco di Tufo. Se amate i rossi scegliete un Mamertino di Milazzo, un Cerasuolo di Vittoria, un Etna rosso di Cottanera o un polposo Merlot.

Come conservare la pasta alla Norma.

La pasta alla Norma può essere conservata in frigorifero chiusa in un contenitore ermetico per massimo due giorni. Per riscaldarla, ripassatela in padella con un po’ di salsa o, in alternativa, come piace fare ai siciliani, friggetela mettendo un filo d’olio in padella! Evitate il microonde che tende a scuocere facilmente e non vi consiglio di congelarla, la resa non è delle migliori.