Provate a immaginare la vita di un ragazzo degli anni Sessanta del secolo scorso e a confrontarla con quella di un ventenne di oggi. Cosa le differenzia in modo radicale? Senza dubbio la tecnologia che il ragazzo dei nostri giorni ha a disposizione e che gli consegna potenzialità solo sognate nei decenni precedenti. Una tecnologia che non è più la fredda “era dei robot” immaginata nei romanzi di fantascienza, ma è ormai nostra compagna nella vita di tutti i giorni.

La tecnologia riconosce il nostro lato più umano

Grazie alla rete, ad esempio, oggi possiamo risolvere con pochi click incombenze che fino a pochi anni fa ci sarebbero costate un gran dispendio di tempo, come ad esempio il pagamento delle bollette, l'invio di bonifici bancari o l'acquisto di biglietti di treni o aerei. Ma anche lo shopping è molto più easy: grazie ai nuovi sviluppi legati ai social network e alle piattaforme on demand, l'intelligenza artificiale è in grado di riconoscere il nostro lato più umano e suggerirci proposte in linea con i nostri gusti, facendoci scoprire brand che non conoscevamo in fatto di moda e accessori, o autori verso i quali potremmo sentire un immediato colpo di fulmine, se parliamo di libri o film.

La tecnologia ci regala spazi di socialità

La tecnologia, dunque, ci aiuta ad aprire i nostri orizzonti, ma soprattutto ci semplifica la vita, regalandoci ciò che di più prezioso c'è nelle nostre giornate: il tempo. Cosa c'è di più bello di dimenticare l’orologio e sedersi al tavolo o al bancone di un locale insieme agli amici di sempre? Senza fretta, senza la pressione degli impegni e delle scadenze, solo per il piacere di incontrarsi, ritrovarsi, ascoltare e raccontare a propria volta i pensieri e i sogni.

Il bartender: un po' creativo, un po' amico

E se c'è una persona che per definizione è maestra nell'ascoltare, nel comprendere a prima vista chi si trova di fronte e nell'incontrare i suoi gusti, forse è il proprio il bartender. Saranno gli anni di esperienza, sarà la naturale propensione alla socialità, ma raramente a chi prepara un mix per accompagnare la serata dei propri ospiti manca la dote dell'empatia, e la sa esprimere preparando il giusto cocktail per ognuno. Potremmo dire, usando una nuovissima definizione mutuata dal mondo tech, che il bartender è un UX Designer, cioè un “Designer della User Experience”, cioè chi osserva i comportamenti delle persone e, a seconda delle loro culture, attitudini e contesti di vita, crea per loro esperienze top.

La base giusta per il mix del futuro

Certo, è tutto più semplice quando, per creare cocktail personalizzati, il bartender ha a disposizione un sapore unico come quello di Amaro Montenegro. Perché Amaro Montenegro ha una caratteristica che lo rende il “jolly" di ogni drink: grazie ad una ricetta unica e ad un profilo aromatico complesso, fatto di note dolcie e amare, dimostra una grandissima versatilità e dunque può essere la base per tutto ciò che la fantasia propone. Questo rende l’amaro ideato dall'erborista bolognese Stanislao Cobianchi nel lontano 1885 estremamente contemporaneo, una vera ispirazione per cocktail innovativi ma anche per twist di grandi classici che sono ormai una tendenza nel mondo della mixology in Italia e all’estero.

La tecnologia ci regala possibilità tutte da esplorare, e anche nuove modalità e occasioni di incontro. Per costruire il futuro, usiamola per esaltare il nostro lato più umano.