ingredienti
  • Per un vassoio di chiacchiere
  • Farina tipo 00 200 gr • 750 kcal
  • Uova 2 intere • 79 kcal
  • Sambuca 2 cucchiai • 240 kcal
  • Lievito in polvere per dolci punta di un cucchiaino • 600 kcal
  • Zucchero bianco 2 cucchiai • 750 kcal
  • Olio di semi di girasole 1/2 cucchiaio • 900 kcal
  • Sale marino un pizzico • 750 kcal
  • Zucchero a velo q.b. • 79 kcal
  • Burro 30 gr • 43 kcal
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Le chiacchiere di Carnevale sono dolci di carnevale friabili e sottili fatti di farina, uova e ricoperti di abbondante zucchero a velo. Si riconoscono per la cialda piena di bolle e perché sono croccantissime. In base alla regione di provenienza, assumono nomi diversi: frappe a Roma, lattughe in Lombardia, galani in Veneto, bugie in Piemonte. Si preparano stendendo la pasta in maniera molto sottile da cui si ricavano strisce cotte in olio caldo ma non bollente. Le chiacchiere sono servite, a Carnevale, con il sanguinaccio, i ravioli dolci, le frittelle  e altre ricette di Carnevale. e possono essere aromatizzate al limone o ricoperte, addirittura, con un velo di miele e marsala.

Come fare le chiacchiere di Carnevale fritte

Disponete la farina a fontana e mettete al centro le uova, il burro fuso, il sale, l'olio e gli altri ingredienti e mescolate con la forchetta partendo sempre dal centro.

Impastate energicamente tutti gli ingredienti fino a creare un impasto morbido, sodo e liscio. Formate un panetto elastico, copritelo con un telo e fatelo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti circa.

Dividete il vostro impasto in quattro o più parti e stendete con un matterello una sfoglia sottilissima. Con la macchina per la pasta, invece, potete passare l'impasto più volte fino ad impostare il rullo al livello 5.

Ottenuta una sfoglia liscia, sottile e dai bordi regolati, adagiate le sfoglie su un piano da lavoro infarinato e create delle strisce larghe e lunghe 8 cm da incidere al centro e, con una rotella dentata, ritagliate tante striscioline.

Friggete una o due chiacchiere in una padella con abbondante olio di semi bollente.

Scolate le chiacchiere con una schiumarola quando saranno dorate, adagiatele su un piatto ricoperto di carta assorbente e fatele raffreddare.

Cospargetele con abbondante zucchero a velo quando saranno ben asciutte e servite subito.


Consigli

Ecco alcuni consigli per preparare delle chiacchiere di carnevale friabili e gonfie.

Come tagliare le chiacchiere

Utilizzate il matterello per stendere la pasta all'uovo, perché c'è bisogno di creare delle lunghe strisce di (sottile) impasto all'uovo, per rendere le chiacchiere gonfie e croccanti, che verranno poi tagliate e incise (e volendo annodate) per poi essere cotte e dar la caratteristica forma alle "chiacchiere". Potrete realizzare dei rombi o dei rettangoli anche se sono in tanti a preferire le chiacchiere attorcigliate o a forma di rosa.

Quali sono gli errori da non fare?

Il segreto per fare delle ottime chiacchiere friabili con le bolle è farle sottilissime e larghe e spianare l'impasto più volte col matterello, come si fa per la pasta sfoglia. Friggetele in olio caldo ma non bollente altrimenti bruciano subito. L'olio deve essere, infatti, ad una temperatura di 175°. Fatele friggere da entrambi i lati e scolatele subito.

Conservazione

Le chiacchiere di Carnevale, in passato, erano fatte in grande quantità proprio perché dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima. Rispetto alle frappe dell'epoca, la situazione è ben diversa ma, se conservate sotto carta alluminio, possono durare anche due settimane.

Origini e storia delle chiacchiere di Carnevale

Le chiacchiere si chiamano così perché, con pochi ingredienti, potrete ottenerne tante, come le chiacchiere. Ma non è l'unico nome con cui sono conosciuti questi dolcetti fritti. Anzi! Io, che sono romana, conosco da sempre le chiacchiere di carnevale con il nome di "frappe", un sinonimo utilizzato in poche città (tra cui – appunto – Roma e Viterbo). Altri le conoscono come "bugie", "cenci" "fiocchetti", "guanti", "cioffe" e "maraviglias" (che sono le chiacchiere di carnevale colorate). Qualunque sia il nome utilizzato il risultato non cambia, dolcetti fritti o cotti in forno dai bordi smerlati, e dalla pasta sottile e friabile. Nonostante siano conosciute anche come chiacchiere napoletane, il termine "chiacchiera" deriva dal lombardo. Tutti gli altri nomi, dalle bugie ai cenci, derivano dall'atmosfera di Carnevale e hanno tutti radici storiche.

Il significato di chiacchiera

Il nome deriva dal verbo "chiacchierare", quindi la forma corretta, secondo il dizionario Treccani, è "chiacchiera". Questo perché la regina Savoia, mentre chiacchierava, le venne fame e il cuoco le cucinò un dolce che, poi, chiamò "chiacchiera".

Una tradizione antichissima

Le chiacchiere, però, fanno parte della nostra tradizione da tantissimi secoli: nell'antica Roma si festeggiavano i saturnali con le "frictilia" e, come capita oggi col Carnevale, venivano distribuite per festeggiare. Con la religione cristiana, le chiacchiere si preparavano durante la Quaresima, al posto della carne, per questo motivo le chiacchiere si mangiano, ancora oggi, a Carnevale. In alcune regioni, nella preparazione delle chiacchiere fatte in casa, si aggiunge un ripieno di crema, marmellata o nutella ma vediamone alcune nello specifico:

  • Abruzzo: le chiacchiere di Carnevale sono chiamate "cioffe" e si aggiunge un bicchierino di grappa;
  • Calabria: Qui si usa sciogliere a bagnomaria lo strutto con latte e zucchero e le chiacchiere calabresi sono conosciute anche con i nomi di "crustuli", "frappe" o "guanti";
  • Campania: conosciute come chiacchiere napoletane, sono usate per accompagnare il sanguinaccio.
  • Emilia Romagna: le chiacchiere emiliane sono chiamate "sfrappole" e anche in questo caso si usa lo strutto;
  • Marche: le chiacchiere marchigiane sono chiamate "arancini", si usano il lievito di birra, il burro, il latte, le uova, la scorza di tre limoni e di due arance. Sono molto più caramellate e morbide. Da provare.
  • Piemonte: le bugie sono piemontesi e qui sono il simbolo del Carnevale.
  • Puglia: ed eccoci alle bugie pugliesi, famose per essere preparate con il vino bianco frizzante, e molto diffuse in Salento;
  • Sardegna: le chiacchiere sarde sono chiamate "Is Meraviglias", sono molto friabili e, nella preparazione, si utilizzano lo strutto, lo zucchero semolato e anche un bicchierino di grappa;
  • Sicilia: le chiacchiere di carnevale siciliane, spesso, sono al pistacchio e con nell'impasto il vino Marsala. In più, per aromatizzare si utilizzano la buccia di limone o di arancia;
  • Toscana: le chiacchiere toscane si chiamano "cenci" e la particolarità sono due cucchiai di vin santo.
  • Veneto: qui sono chiamati "galani", cioè "fronzoli", e hanno la forma di un fiocco intrecciato mentre, invece, a Treviso "crostoli".