ingredienti
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

I cappelletti in brodo sono un primo piatto della tradizione romagnola, immancabile nei pranzi natalizi. Secondo testimonianze antiche, questo tipo di pasta all'uovo ripiena di carne risalirebbe al 1811. La loro forma a cappello li rende inconfondibili e, a prima vista, è evidente la somiglianza tra cappelletti e tortellini. La differenza, infatti, probabilmente è solo culturale.

Come preparare i cappelletti.

In un recipiente raccogliete la farina (1). Aggiungete l'uovo (2) e il sale. A questo punto lavorate con le mani e poi trasferitevi in un piano di lavoro infarinato (3). 

Formate un panetto liscio (4) e avvolgetelo in uno strato di pellicola (5). Fate riposare in frigorifero per mezz'ora. Intanto preparate il condimento: affettate per prima la cipolla a dadini (6). 

Fate lo stesso con il sedano (7) e anche con le carote (8). Fate soffriggere in una padella con olio d'oliva. Dopo circa cinque o dieci minuti aggiungete la carne macinata (9). Sfumate con il vino bianco e cuocete con il coperchio. 

Quando sarà cotto il trito di verdure raccogliete in un recipiente (10) e aggiustate di sale. Frullate il tutto e versate il parmigiano, l'uovo leggermente battuto e l'olio (11). Riprendete il panetto (12). 

Dategli una forma allungata aiutandovi con il mattarello (13) e passate nella macchina per la pasta (14). Ricavate dei quadratini dalla pasta (15).

Mettete l'impasto (16) senza esagerare perché non riuscirete a chiudere i cappelletti. Unite le due estremità dando la forma a triangolino (17). Pigiate bene sulla pasta e attaccate anche le due code (18) per dargli la forma a cappello. I vostri cappelletti sono pronti per essere cotti. 

Consigli.

Per avere degli ottimi cappelletti è bene che la pasta sia liscia e morbida. Per questo quando la lavorate sulla macchina, quella rimanente è consigliato tenerla coperta con uno strato di pellicola.

Varianti.

I caplèt, dal nome originale con cui sono chiamati in Romagna, possono essere cucinati in diverse varianti. Secondo Pellegrino Artusi, padre della gastronomia italiana, il ripieno dei cappelletti dovrebbe essere a base di formaggio (parmigiano e ricotta). Ecco perché se nelle Marche si gustano con un ripieno di maiale e tacchino, così come anche in Umbria, con un assortimento di carni bianche. La tradizione vuole che il modo più comune per cucinare i cappelletti sia in brodo (da qui il nome brodo di cappone). Tuttavia ci sono anche ricette che li accostano a un sugo semplice di pomodoro o a un abbinamento a base di burro e parmigiano.

Conservazione.

Potete congelare i vostri cappelletti sistemandoli in sacchetti gelo. Riutilizzateli direttamente da congelati nel momento in cui l'acqua raggiungerà il bollore.