ingredienti
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La piadina è una specialità romagnola ed è una ricetta molto semplice da preparare con ingredienti poveri, tradizionalmente provenienti della regione dell'Emilia Romagna, come farina di grano, strutto, acqua e sale. Si può consumare a casa come aperitivo o antipasto, ma anche portare fuori per una gita al mare o in montagna. Può essere mangiata anche al posto del pane, come accompagnamento a un secondo piatto, e si può farcire.

Anche se l’impasto simile può trarre inganno, non si deve confondere la piadina romagnola con la tigella o crescentina modenese. La differenza tra tigelle e piadine è nel metodo di cottura e nella dimensione: le tigelle sono cotte nella tradizionale padella da cui prendono il nome e sono più piccole e doppie delle piadine.

Come si fa l'impasto della piadina romagnola?

La preparazione della piadina romagnola inizia dall'impasto. Mettete la farina a fontana su un tagliere o in un’ampia ciotola e versate al centro lo strutto, il sale, il lievito e l’acqua.

Lavorate l’impasto fino a ottenere un panetto sodo e omogeneo e dividetelo in otto parti da lasciare riposare un’ora circa coperti da un panno.

Nel frattempo tagliate con una mandolina la melanzana a fette abbastanza sottili così da poter essere grigliate e successivamente arrotolate. Spennellate ogni fettina di melanzana con olio extra vergine d’oliva e posizionatele su una griglietta già scaldata, o in mancanza, su una padella antiaderente. Dopo un paio di minuti girate le melanzane e fatele cuocere sull’altro lato, ma attenzione: essendo sottili si cuociono in pochi minuti. Mettete le melanzane in un piatto e fate a fette molto sottili il pomodoro, così che possa essere anche lui arrotolato nella piadina.

Dopo circa un'ora stendete gli otto panetti fino a ottenere dei cerchi di circa 4 mm di spessore. Adesso cuoceteli in una padella di terracotta o antiaderente per pochi minuti per lato. Per arrotolarla con più facilità è meglio lasciarla un po’ più morbida, mentre se volete usare la piadina come pane va bene anche croccante.

La piadina romagnola può essere anche fatta senza strutto lavorando solo farina, acqua, olio e sale.

Piadina romagnola: come può essere farcita.

La piadina romagnola può essere farcita in tanti modi diversi. Uno dei ripieni tradizionali è con prosciutto crudo e mozzarella, ma anche la farcitura vegetariana con squacquerone e rucola è gratificante per il palato.

Per variare, potete farcire la piadina romagnola con salmone affumicato, magari con grani di pepe rosa, o acciughe con la mozzarella. Se si segue un regime alimentare vegano, si può mettere nel ripieno della piadina il tofu, accompagnato magari da melanzane, rucola e pomodoro come nella nostra ricetta.

La piadina non è solo salata: con crema di cioccolato o marmellata e granella di nocciola o mandorle si trasforma in un dessert squisito. La piadina, se fatta senza strutto, non fa ingrassare, anche se è più calorica del pane, ma, oltre che all'impasto, è necessario prestare attenzione al ripieno: meglio preferire verdure grigliate o insalata accompagnate da ricotta o un formaggio con pochi grassi.

Come conservare la piadina romagnola.

La piadina romagnola si può conservare in un recipiente chiuso in frigorifero per non più di un paio di giorni, una volta cotta, ma è bene scaldarla prima del consumo. Se si desidera tenerle per più tempo meglio congelarle e poi passarle in padella prima di farcirle nel modo desiderato.

Consigli e trucchi.

La vera piadina romagnola deve essere stesa con il matterello, cotta su una teglia di terracotta e mangiata appena fatta. Alcuni ristoranti della zona di Rimini ancora la fanno così ma, in più, la ricetta tradizionale deve avere, tra gli ingredienti, lo strutto della Mora di Romagna, il sale dolce di Cervia e, nell'impasto, vanno messi due pizzichi di bicarbonato.

La storia della piadina romagnola.

La storia della piadina romagnola ha origini antiche ed è difficile da ricostruire. Una sua prima descrizione, infatti, si trova già ai tempi dei Romani, in uno scritto del 1371 del Cardinale Angelico. Probabilmente i maestri della piada in Italia sono stati gli Etruschi, anche se si il loro pane era un antenato molto meno morbido dell’attuale piadina. Di certo, a promuoverla da “pane della povertà” e “pane rude de Roma” a “pane dell’umanità” ci ha pensato Giovanni Pascoli, con “La Piada” contenuta nei Nuovi Poemetti.

Etimologia della parola.

Il termine piadina è un diminutivo di piada, la cui origine secondo alcuni si trova nel greco “pláthanon”, per indicare un piatto lungo o una teglia. In latino questo termine si è trasformato prima in plathana e poi, nel Medioevo, in in plàdena o plàtena, da cui deriva la parola piàdena che in Italia settentrionale era usata per “vaso”. Secondo altri, invece, deriverebbe dal termine greco plaukous (focaccia), col quale in epoca bizantina era chiamata la Romagna.