difficoltà
Facile
tempi
35min
dosi per
4 persone
ingredienti
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Le castagnole sono dolci fritti di carnevale tipici e sono delle palline morbide di impasto fritte a base di uova, farina e zucchero rotolate, dopo la frittura, in abbondante zucchero semolato.

Così come le chiacchiere, esistono diverse varianti delle castagnole e sono conosciute in Italia con nomi differenti: c'è chi le chiama bombe ripiene, chi frittelle ma il nome "castagnola" deriva dal fatto che, a vederle, somigliano – in dimensione – a delle piccole castagne. Possono essere cotte al forno, ripiene e farcite con crema pasticcera o bagnate nell'alchermes ma la ricetta originale prevede unicamente una frittura chiara e asciutta delle castagnole per renderle morbide e con una crosticina croccante.

Come si preparano le castagnole di Carnevale.

Setacciate la farina a fontana con il sale e il lievito in una ciotola capiente, create un foro al centro e mettete le uova, il burro tagliato a dadini, il rum bianco e lo zucchero. Mescolate gli ingredienti fino ad amalgamarli, aiutandovi con una forchetta, e create un panetto morbido.

Poggiate l'impasto su un piano da lavoro, tagliatelo in parti uguali e create dei cilindri di pasta dallo spessore di un dito facendoli scorrere sul tavolo con le mani.

Tagliate i cilindri a pezzetti e disponeteli sul tavolo separatamente per non farli attaccare tra loro.

Date la forma delle palline ad ogni pezzetto di impasto con movimenti circolari delle mani e metteteli in un piatto.

Scaldate abbondante olio di semi di arachide e friggete le vostre castagnole poche per volta girandole di continuo nella padella finché non risulteranno gonfie e dorate.

Poggiate le castagnole su un piatto ricoperto di carta assorbente aiutandovi con una schiumarola e rotolatele nello zucchero semolato.

Servite le castagnole di Carnevale in un piatto di portata ancora calde.

Consigli.

Per fare delle castagnole morbide, il burro utilizzato deve essere precedentemente ammorbidito. L'olio della frittura deve, inoltre, essere caldo ma non bollente.

Le origini delle castagnole.

Le castagnole si chiamano così per la loro forma, simile al frutto dei castagni, e provengono dall'Abruzzo, dalla Lombardia (conosciute come tortelli), dalle Marche, dal Lazio, dal Veneto (conosciute come favette) ma sono anche molto diffuse in alcune zone del Sud Italia come la Campania e la Sicilia. Si parla per la prima volta delle castagnole in un manoscritto della fine del Settecento rinvenuto negli Archivi di Stato di Viterbo. Però, secondo alcune ricerche, già i D'Angiò conoscevano questo dolce, chiamato però struffolo, ma la cui descrizione è perfettamente coincidente con le castagnole di carnevale.

Varianti.

Spesso troviamo le castagnole servite con una spolverata di zucchero a velo (così come la ricetta che vi propongo oggi) oppure passate nello zucchero bianco semolato. Ma non tutti sanno che le castagnole possono essere servite anche con una bagna di alchermes (il classico liquore di colore fuxia che si usa molto in pasticceria) che permette allo zucchero semolato di attaccare ancor meglio  o con del semplicissimo miele colato sopra. Due varianti altrettanto buone di quello che potremmo definire uno dei dolci più rappresentativi del Carnevale.

Un'altra buona alternativa alle castagnole tradizionali sono le castagnole senza lievito e burro dove l'azione lievitante è data dalle uova mentre, invece, l'impasto assomiglia molto a quello del bignè fritto.

Infine vi consigliamo le castagnole al kamut e le castagnole alle mele: per quelle al kamut utilizzate la farina di kamut e mezza bustina di cremor tartaro, oltre ai normali ingredienti; per le castagnole alle mele, invece, usate una mela grande e, per bagnare, un bicchiere d'acqua e un cucchiaio di zucchero.