difficoltà
Facile
tempi
1h
dosi per
8 persone
calorie
230
ingredienti
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Il Castagnaccio è una ricetta tradizionale della cucina italiana ed è un dolce morbido preparato con farina di castagne, a cui si uniscono i pinoli, l'uvetta, le noci e il rosmarino, molto diffuso in Toscana, Piemonte, Liguria e in Puglia. Non si può stabilire con certezza il luogo di nascita del castagnaccio perché la castagna è molto diffusa in queste regioni ma sappiamo che è un dolce dalle origini contadine la cui ricetta si tramanda di famiglia in famiglia con peculiarità diverse.

Di certo, si è tutti d’accordo che ad accompagnare la farina di castagne, ingrediente principe, vi siano sempre pinoli, rosmarino, uvetta e noci.
Le quantità dei suoi ingredienti variano e c’è chi, addirittura, afferma sia una ricetta le cui dosi siano sempre e solo il tanto amato e odiato “q.b.”. 

Come preparare il Castagnaccio.

Fate tostare i pinoli in un padellino antiaderente o in forno(1) e fate rinvenire l'uvetta in acqua tiepida.

Setacciate la farina di castagne (2) e aggiungete l'acqua a filo (3) mescolando sempre per evitare la formazione di grumi.

Aggiungete lo zucchero, il sale,  l'olio (4) e se è necessario altra acqua. L'impasto dovrà risultare né troppo denso né troppo liquido, simile ad una pastella e, lavorandolo, vi accorgerete di quanta acqua mettere (5).

Unite l'uvetta

e i pinoli tostati al composto.
Ungete d'olio la teglia e versate il tutto.
Decorate la superficie con gherigli di noce, pinoli, rosmarino e se volete altra uvetta.

Terminate con un filo d'olio e infornate a 180° C in forno preriscaldato ventilato per circa 40 minuti.
Non preoccupatevi se sulla superficie spunteranno delle crêpes, è normale!

Storia del Castagnaccio.

Il castagnaccio ha origine nel ‘500, secondo le prime fonti che lo citano, quando Pilade da Lucca venne citato da Ortensio Orlando nel «Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia et altri luoghi» come papà di una ricetta molto simile al castagnaccio che conosciamo oggi. Tutt’altra storia è quella delle ricette scritte nel ‘600 da Tanara che prevedevano l’aggiunta di diversi formaggi.
Nell’ ‘800 in castagnaccio viene diffuso nel settentrione, pare dai toscani della zona del senese, sia nella sua versione monoporzione che in teglia.
L’aggiunta di pinoli, noci, uvetta e rosmarino avvenne successivamente, mentre sulla questione zucchero c’è ancora una diatriba in corso.

Come conservare il Castagnaccio.

Il castagnaccio si conserva morbido e fragrante per un massimo di 3 giorni se lasciato fuori dal frigorifero e avvolto con un canovaccio.

Consigli.

  • L’impasto del Castagnaccio ha una consistenza simile a quella di una pastella (ad esempio, come quella delle crêpes). Potete ottenere un castagnaccio più croccante facendo uno strato più sottile.
  • se amate l’aroma di rosmarino, scaldate leggermente l’olio che dovrete inserire nel composto e lasciatevi in infusione gli aghi di rosmarino, vedrete che bontà!
  • Il vino da abbinare al castagnaccio è un vino toscano dolce, dal gusto deciso.

Il castagnaccio fa ingrassare?

Il castagnaccio è una torta che si fa con la farina di castagne che, a differenza della farina di frumento, è meno proteica, ricca di carboidrati complessi e più lipidica. Per questo motivo, il castagnaccio è un ottimo spuntino da fare dopo un allenamento sportivo perché non fa ingrassare ma bisogna stare attenti sempre alle quantità.

Varianti.

Con o senza zucchero?

Il castagnaccio può essere con o senza zucchero ma, in merito, vi sono pareri discordanti. Dai libri sembra che in origine, il Castagnaccio venisse dolcificato con del miele e solo dopo l’ ‘800 con lo zucchero. Quanto alla questione del gusto, in molti trovano la farina di castagne dolce di per sé, quindi preferiscono evitare. Personalmente preferisco utilizzare, come avete visto in ricetta, un paio di cucchiai di zucchero di canna che esaltano la dolcezza delle castagne senza rendere il dolce stucchevole.

Teglia bassa o teglia alta?

Se volete un castagnaccio alto e soffice, scegliete una teglia con minor diametro e bordi più alti, viceversa, otterrete un castagnaccio più sottile.